11/apr/2007

La borsa












"E' arrivato, è arrivato!" urla la dottoressa Geronimo Stilton. Porta uno scatolone di cartone in braccio. Lo poggia in terra. Mi sorride.
Io ricambio il sorriso: è un modo per chiderle scusa. Devo averla mal giudicata. E' pimpante, efficiente, adrenalinica in questo momento.
"Credevo non arrivasse più" dice, con l'urgenza nella voce.
"Faccio entrare il prossimo?" chiedo.
"Aspetti, aspetti. Prima va aperto il pacco."
Sembra un topino che scarta i frammenti di guscio da una noce, non trova un paio di forbici per tagliare lo scotch marrone sul lato superiore del pacco. Corre freneticamente verso la vetrinetta dei medicinali, svergina un microbisturi sigillato e taglia chirurgicamente lo spacco dell'apertura.
"E' meravigliosa!" esclama. Se ne sta chinata in basso sul pacco aperto. Dalla mia postazione di gufo impagliato non riesco a vedere.
"Dottor Beniamino... Mi serve una consulenza" dice con una certa ufficialità.
"Certamente..."
Geronimo risale di colpo, i suoi capelli ossigenati emettono un lampo di luce, come quello negli occhi dei cattivi dei cartoni animati. Tiene tra le zampe una borsa rosa shocking firmata "Puppy".
"Secondo lei, la testa del mio amore esce di qua o di là?". Mi indica i due lati della borsa per chihuahua.
"Non me ne intendo... Faccio entrare?" chiedo di nuovo.
"Sì" mi risponde distrattamente, mentre infila il braccio nello scompartimento imbottito per simulare.
"Ah... Aspetti!" sembra rinsavire. Mi blocco. "Mi faccia il piacere, butti questo scatolone... Ingombra solo!".
Il paziente mi passa accanto, entra mentre io esco dallo studio medico e mi dirigo al più vicino cassonetto.

2 diagnosi:

WinniePruh ha detto...

Ommioddio.

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie