29 mag 2007

Il sommelier

















Il Dottor Beniamino ha quasi completato il mese "chirurgico" a Ginecologia.
Ma soffermiamoci un attimo su una nuova abilità acquisita: valutare la validità del liquido seminale.
Tutte le mattine - in un laboratorio fatiscente - le ho passate ad odorare, osservare, spipettare, strisciare lo sperma ed infine ad attivarlo per le inseminazioni artificiali.
Non vi lasciate impressionare. Alla fine anche voi vi affezionereste a quegli esserini impazziti. Dovreste vedere come scodinzolano al microscopio. Non gli si può proprio portare il broncio.
Questa piccola premessa mi serve per raccontarvi il dramma avvenuto quest'oggi.
Stavo come di consueto centellinando goccia a goccia il concentrato di liquido, quando il mio sguardo navigato da sommelier si sofferma sul nome del "donatore".
- Sarà un caso di omonimia - balbetto.
Una simpatica dottoressa dalla scucchia pronunciata - che per comodità chiameremo MUSSO - mi chiede cosa mi prende.
- Niente - dico. - E' solo che conosco una persona che ha lo stesso nome e cognome.
- Buffo - dice Musso.
Qualche minuto dopo passo davanti alla sala d'attesa, occupata da coppie che si sono messe di impegno per avere un marmocchio, e mi sento chiamare: - Beniamino!
Mi volto di scatto e l'incubo si materializza. L'omonimo non è un omonimo. L'omonimo è LUI. Primo problema: questo LUI si è appena rifatto i denti. Li avevi tutti storti e gialli ed ora improvvisamente sembrano quelli di Julia Roberts. Impossibile non essere abbagliati da questo nuovo particolare. Tra le altre cose il nuovo sorriso è decisamente luciferino.
Secondo problema: LUI non ci sente bene, ha un apparecchio acustico e legge il labiale, ma soprattutto urla. In quella sala d'attesa piena di speranza e paura, il suo vocione rimbomba contro di me.
- Sto qui con Sumatra - mi dice, indicando la sua donna rumena. - Volemo avecce 'n fijo -
Le mie labbra tremanti vorrebbero dirgli la verità. E cioè che so già che si è masturbato ferocemente alle 7 del mattino per darmi il suo sperma da sniffare, poco dopo colazione. Avrei voluto dirgli che il super Professore (sì, il sosia del Presidente dell'Atalanta con la voce di Franco Califano) ha bollato il suo caso, studiandolo al microscopio, dicendo: - Ragà, qui c'è ben poco da fà. Qui parliamo di un caso emblematico di PALLE SECCHE.
Mi faccio forza, lo saluto senza stringergli la mano.
Poco dopo, Sumatra sta a gambe aperte, in posizione ginecologica sul lettino. MUSSO le riempie l'utero di quei pochi spermatozoi predisposti al viaggio e mi chiede: - Mi guardi sulla cartella perché fanno l'inseminazione?
Sfogliando la cartella, scorro l'anamnesi di coppia e leggo un'unica parola, che mi fa augurare di non avere più la fortuna di incontrarlo. Quella parola è: IMPOTENZA.
Stay tuned!

12 mag 2007

Usatemi come sputacchiera, allora!











Il dottor Beniamino è passato in chirurgia. Sì, cari amici, l'addio a Geronimo Stilton e al suo entourage è stato molto triste: la dottoressa mi ha dato tutti 30 e un paio di 29, così, per dispetto.
Primo giorno a Ginecologia. Arrivo, individuo la porta del Professore assegnatomi. E' aperta e dentro c'è un signore più o meno identico a quello che vedete in foto (ovvero il presidente Ruggeri dell'Atalanta). Mi scambia per un paziente invadente e mi dice: "Sto lavorando, non ora!". Io timidamente aggiungo: "No, non sono un..."
"Allora non mi ha capito? Sto lavorando!"
"Mi perdoni, ma io sarei il dottore tirocinante per il mese di MAggio..."
"E allora? Mi lasci in pace!" ha urlato, sbattendo la porta.
Resto paralizzato davanti alla porta chiusa. Sono le 8 di mattina ed i miei tempi di reazione sono rallentati. Nel corridoio coppie sposate alla ricerca di una gravidanza mi guardano sospettose.
Decido di andare al bar. Prendo un caffè e ritorno (nel frattempo mi spettino, cambio il tono della voce, mi tolgo gli occhiali da vista). Al mio ritorno passo dalla sua segretaria, le spiego l'accaduto. Lei mi replica: "Grave errore tattico. Lei doveva passare prima da me."
La segretaria dal ciuffo brioso stile Solange si propone dunque come figura protettiva, fin dall'inizio. Non lo trovate un particolare banale? Ma infatti il suo personaggio rivelerà aspetti mefistofelici, quindi non perdetevi il seguito.
Solange mi porta dal professore, che sembra non ricordarsi della sua aggressione di poco prima. Il professore passa cinque minuti a dirmi che ho sbagliato ad andare da lui. "Che le devo dire... Comunque l'accetto!", conclude come se potesse scegliere.
Con tutta la buona volontà residua, uscito dalla stanza dell'orco, chiedo alla segretaria dove è possibile cambiarmi e lasciare gli effetti personali. Solange entra in fibrillazione, parla di un fantomatico armadietto libero, mi fa strada e mi conduce in uno sgabuzzino per la servitù. Finalmente in camice, seguo le specializzande nelle loro visite. Ad un certo punto nel corridoio si sente un urlo: il professore sta sgridando Solange... "Non voglio che si usi l'armadietto! Via la roba da lì!".
Facendovela breve... Non ho un posto dove cambiarmi e lasciare la roba. Mi porto tutto in una busta di plastica, infilo portafoglio, penna e chiavi nella tasca del camice e per ultima la busta piegata. Mi sento molto Clark Kent... Prima di arrivare nel reparto, mi fermo in un angolino e voilà! Trasformato in Dottor Beniamino!
Ma non è finita! Ho con me un'altra tirocinante. Siamo compagni di sventura. Anche lei ha ricevuto le stesse sfuriate e questo è consolante perché significa che il problema non sono io.
Lei è molto preoccupata perché ieri (cioè dopo circa dieci giorni di tirocinio presso di lui), il mostro le ha chiesto chi fosse e se si erano mai visti.
Stay tuned!