24 apr 2007

Da grande farò l'estetista












Ci sono succose novità. La dottoressa Stilton ormai è in confidenza. Mi parla, mi sorride, mi racconta i fatti rilevantissimi della sua vita. Vi riassumo i più salienti:
- Sta cercando da circa un mese ad autoinstallarsi l'adsl di Libero, invano
- Ha ordinato da un surrogato di Postalmarket una coperta con le pecorelle disegnate
- Il suo adorato Chihuahua le risputa i croccantini in faccia, e lei ha deciso di nutrirlo con un'insalata caprese, pomodoro e mozzarella
Oggi è venuta una paziente grassottella. Si è seduta sul sediolino (notare la fantastica allitterazione) per farsi misurare la pressione. Mi parlava con una voce impostata. Mentre insufflavo aria nel manicotto mi sono accorto della scritta sulla sua maglietta rosa confetto: "Monella VIP!" e ho sorriso. Lei ha fatto una strana mossa con le labbra, un tic, come se stesse mangiucchiando una caramella.
"Quanto?", mi ha chiesto Stilton dalla sua scrivania.
"180/100" ho risposto.
"Allora, Signora, esca fuori... Si riposi dieci minuti e poi la rimisuriamo..."
Quando la paziente è uscita dalla stanza, Stilton mi ha rivelato: "Questa è mezza strana, se un maschio le si avvicina e le misura la pressione, le va alle stelle! Vedrai!"
In effetti quando è tornata e lei gliel'ha rimisurata, la pressione era ritornata in un range di normalità.
Il segretario è molto indaffarato in questi giorni, lo sento cliccare a gran ritmo con il mouse, nella sua postazione. Sarei curioso di sapere se quel maledetto solitario gli riesce, di tanto in tanto.
Un informatore farmaceutico mi ha regalato un astuccio da pronto soccorso che sembra piuttosto un kit da viaggio per manicure. E se mi dessi alla medicina estetica (se facessi solamente l'estetista?) ?

21 apr 2007

Dalla Russia con amore















La dottoressa Stilton usa un plurale maiestatis quando vuole comandare qualcosa.
Esempio: "Apriamo la finestra" = il Dottor Beniamino si deve alzare ed aprire la finestra.
Ieri lo scorticato - il segretario, cui spetta il compito di smaltire la fila di persone che vogliono soltanto ricette - era in ritardo e la dottoressa mi ha detto: "Magari intanto prendiamo le richieste e le scriviamo noi", che tradotto significava "Esci e sbrigatela tu!".
Allora sono entrato nella sala d'attesa e ho chiesto: "Chi deve fare soltanto ricette senza dover fare una visita?"
Non fatelo mai. Non esiste approccio più sbagliato e suicida. Una selva di vecchietti, con in mano un numeretto rosa da riffa paesana, mi si è scagliata contro. C'era chi mi porgeva tagliandi ritagliati dalle scatole di medicinali, chi mi parlava della sua prostata, chi si lamentava perché qualcuno non rispettava la fila. Insomma, una gigantesca cagnara. Una signora con la stampella (un po' strampalata, visto che il giorno prima camminava per strada con il termometro sotto l'ascella) ha iniziato a sbraitare contro gli altri. Gli diceva: "Avete fretta? Avete lasciato la pentola con la minestra sul fuoco? Beh... Spegnetela!"
Risucchiato in un vortice di aliti fognari ho visto una signora tutta ordinata che se ne stava seduta composta.
Mi sono avvicinato con un sorriso - grato per il suo educato autocontrollo - e le ho detto: "A lei cosa serve, invece?"
"Ma insomma! Ma insomma!" ha sbottato.
"Che c'è?"
"Mmmm... Mmmm..." fremeva di rabbia.
"Dica pure" ho ribadito, con un sorriso dolente.
"Esiste una legge sulla privacy. Ne è a conoscenza?" ha detto, alzando gli occhi verso la folla di anziani che si azzuffavano. Mi sono trattenuto dal mollarle un ceffone.
Sono rientrato nello studio di Geronimo Stilton. Lei mi ha guardato e ha detto: "Beh? Che succede lì fuori?"
Con voce oracolare le ho risposto: "Il caldo dà alla testa."

E' successa anche una cosa incredibile. Ad un certo punto è entrata una paziente giovane (una rarità), uno di quei volti del quartiere che ti sembra di avere già visto da qualche parte.
Mentre le misuravo la pressione studiavo la sua fisionomia. Le ho chiesto di ruotare l'avambraccio verso l'alto. Quando ho visto le sue labbra arricciarsi affermativamente l'ho riconosciuta dopo quasi vent'anni. Era Camilla, una delle due bambine con cui ballavo la Troika
nel saggio di quinta elementare. La danza consisteva in giravolte e arrotolate della femmina sul braccio del maschio e su di una corsa a raggiera su di un fulcro centrale. La mia paura più grande era di perdere la presa della mano delle partners. Camilla era una bambina lagnosa e durante la prova generale mi sibilava continuamente: "Lasciami la mano! Lasciami la mano! Mi fai male!". Io la presi alla lettera, la mollai durante il volteggio e Camilla cadde dal palco. Non si fece nulla ma mi accusò di averla spinta volontariamente.

Un informatore farmaceutico ha regalato a Stilton un librone su Rosso Fiorentino. Geronimo glielo ha restituito, dicendo che non si intende di vini (?!?) e ha chiesto in cambio qualcosa di più utile, un apparecchio per la pressione.
Stay tuned!

18 apr 2007

Uccellacci e uccellini











Dov'eravamo rimasti?
Iniziamo da lei, la dottoressa Geronimo Stilton. Con la scusa che voglio fare il radiologo mi delega tutto quanto è di pertinenza ortopedica. Ieri lamentava un dolore ad una spalla e mi diceva: "Qui! Esattamente qui!", con lo sguardo interrogativo. "Cos'ho?", mi ha chiesto.
Quel topino con un'unghia finta conficcata nella scapola sarebbe il mio TUTOR?
Come potete vedere dalla foto trafugata mentre Geronimo era in bagno (porta bianca a destra), dalla mia posizione di gufo impagliato posso godere dell'arredo sfarzoso dell'ambulatorio. Mi riferisco in particolare ai quadretti didattici per osservatori di uccelli.
Che poi ho il sospetto che subliminalmente questi quadretti siano in grado di stimolare le pazienti che già di loro sono entrate in calore con la primavera. Ieri sono entrati due pazienti, marito e moglie, anziani (sulla settantina). La signora mi stava vicino e mi inquietava perché le mancava un incisivo davanti. Quella finestrella la faceva anche sputare.
"Dottoré" ha esordito. "Lei lo sa che io ho il diabete..." (risponde cenno affermativo di musetto murino). "Beh... Me deve dà na visita sessuologgica!"
"Sessuo che?" ha risposto Geronimo.
"Pe' forza! Da quanno c'ho 'r diabbete nun c'ho proprio voja... Lo vede porello?" Ha indicato il marito, che aveva alzato, tipo oblò, le lenti nere da sole sugli occhiali da vista e sorrideva.
Non pensavo si potesse fare sesso anche a certe età. Ho pensato al sesso post-menopausale e l'ho pensato contronatura. Ho immaginato quella finestrella dell'incisivo, e l'aria che poteva spifferarci in mezzo durante il sesso orale, ho pensato alle gambe gonfie e varicose di lei, ai peli pubici tutti bianchi di lui (tipo capigliatura di Bruno Lauzi). Pensate quali pensieri malati possono attraversare la mente di un medico quando ascolta con recitata empatia i vostri problemi... Pensateci seriamente... “Che je devo dì, artrimenti je dico 'trovetene n’artra!' Che devo da fà! Lui vuole vuole vuole” ha gesticolato le mani, ha fatto dei mulinelli in aria, “ma io so’ bloccata… Niende!”
Novità dallo scorticato (il segretario). Prima buona notizia: le scorticature sulle mani si sono quasi del tutto rimarginate. In secondo luogo ho scoperto una cosa sensazionale che me lo ha fatto rivalutare: ha partecipato come attore (credo non protagonista, non vorrei illudervi) alla trasmissione su raidue, quella che era della D’Eusanio, dove vengono inscenati drammi familiari e dove tutti si scannano per finta. Con comprensibile pudore ha rivelato l’oscenità a messa in onda avvenuta. Geronimo lo ha sgridato. Gli ha detto: “Me lo dovevi dire!”.

C’è poi una diatriba tra farmacisti e pazienti sui farmaci gastroprotettori. La mutua, adesso, passa solo il generico e quindi sono tutti incavolati. “Ringrazi Prodi!” ha detto Geronimo ad una paziente che si lagnava. “Ah guardi! Io non l’ho votato mica!” ha detto la paziente.
“Ah, nemmeno noi! Qui dentro nessuno vota Prodi... Non lo dica a me!”
Quando hanno guardato nella mia direzione mi sono alzato di scatto e sono andato nel cessetto per lavarmi le mani. “Che vi possa venire il reflusso gastroesofageo!” ho urlato a mente.

Stay tuned!

13 apr 2007

La cerimonia del massaggio












Iniziamo dalle notizie brutte: il chihuahua ha rifiutato la borsa "Puppy". La dottoressa Stilton, quando sono entrato e l'ho salutata, era stizzita.
"In tutti i modi ci ho provato! Quel disgraziato! Gli ho pure detto quanto l'ho pagata, quella cosa... Niente! Niente!"
Ho provato a ridere per sdrammatizzare e lei mi ha richiamato implicitamente con un sommesso "Veramente!".
Il leit-motiv della giornata in ambulatorio è stato questo: cercare degli stratagemmi per convincere la bestiola ad utilizzare il portantino griffato. Io ho contribuito al piano strategico con le seguenti proposte (virgoletto perché esattamente come riferite):
1) "Ce lo deve portare dentro a forza... Chiuda la zip se è necessario... L'animale deve capire chi è il membro dominante della famiglia" ---> Squallido tentativo di atteggiarmi a Licia Colò.
2) "Provi ad attirarlo dentro con del cibo" ---> la dottoressa ha già tentato e l'animale prendeva e scappava.
3) "Spruzzi uno di quegli spray attiranti... Tipo stimolante l'accoppiamento... Esistono?"
4) "Usi quei fischietti ad ultrasuoni... Quelli per i cani da caccia" ---> Risposta: "Già fatto: ha morso la dog-sitter"
5) "Butti quella caspita di borsa da Barbie!" ---> Ok... questo non l'ho detto, ma l'ho pensato.

E' arrivato un signore anziano, lamentando un dolore all'interno coscia.
Geronimo Stilton l'ha fatto sdraiare sul lettino e mi ha detto: "Controlla se ha un'ernia". A me la diagnosi sembrava chiara - una volgare contrattura - ma ho ubbidito. Ho trovato il cavo inguinale e ho chiesto al tizio di tossire. Tutto negativo.
Poi è arrivata lei con fare pratico, si è sgranchita le zampette e ha messo le mani sull'interno coscia del paziente. Ha cominciato ad impastare, sempre più verso l'interno. "Io ernie non ne sento" gli ha detto, mentre continuava a massaggiare.
Il signore si è alzato, con un'espressione libidinosa in volto e ha detto: "Non importa dottoressa... Mi sento già meglio... Se continua, torno!"

11 apr 2007

La borsa












"E' arrivato, è arrivato!" urla la dottoressa Geronimo Stilton. Porta uno scatolone di cartone in braccio. Lo poggia in terra. Mi sorride.
Io ricambio il sorriso: è un modo per chiderle scusa. Devo averla mal giudicata. E' pimpante, efficiente, adrenalinica in questo momento.
"Credevo non arrivasse più" dice, con l'urgenza nella voce.
"Faccio entrare il prossimo?" chiedo.
"Aspetti, aspetti. Prima va aperto il pacco."
Sembra un topino che scarta i frammenti di guscio da una noce, non trova un paio di forbici per tagliare lo scotch marrone sul lato superiore del pacco. Corre freneticamente verso la vetrinetta dei medicinali, svergina un microbisturi sigillato e taglia chirurgicamente lo spacco dell'apertura.
"E' meravigliosa!" esclama. Se ne sta chinata in basso sul pacco aperto. Dalla mia postazione di gufo impagliato non riesco a vedere.
"Dottor Beniamino... Mi serve una consulenza" dice con una certa ufficialità.
"Certamente..."
Geronimo risale di colpo, i suoi capelli ossigenati emettono un lampo di luce, come quello negli occhi dei cattivi dei cartoni animati. Tiene tra le zampe una borsa rosa shocking firmata "Puppy".
"Secondo lei, la testa del mio amore esce di qua o di là?". Mi indica i due lati della borsa per chihuahua.
"Non me ne intendo... Faccio entrare?" chiedo di nuovo.
"Sì" mi risponde distrattamente, mentre infila il braccio nello scompartimento imbottito per simulare.
"Ah... Aspetti!" sembra rinsavire. Mi blocco. "Mi faccia il piacere, butti questo scatolone... Ingombra solo!".
Il paziente mi passa accanto, entra mentre io esco dallo studio medico e mi dirigo al più vicino cassonetto.

7 apr 2007

Il ritorno di Hulk












Non me ne intendo di sfigmomanometri. Ma possibile che certe cose accadano soltanto con le apparecchiature della dottoressa Geronimo Stilton?
La paziente era una vecchietta dalle braccine sottili, le ho chiuso il manicotto gonfiabile dello sfigmomanometro, ho posizionato lo stetofonendoscopio.
La signora, mentre cercavo di accordare il mio orecchio ai suoni vascolari, parlava di ortofrutticoli con Geronimo Stilton, che stava seduta fiaccamente dietro la scrivania.
Cosa sia successo non saprei dirlo. Ho iniziato ad insufflare con la pompetta ed il rumore del bracciale era di per sé anomalo (tipo canotto bucato), la colonnina di mercurio non saliva. Mi sono assicurato che la valvola della pompetta fosse chiusa. Ho insistito, ho dato altri due o tre gonfiate, mentre le parole "zucchine", "mele" ed "asparagi" rimbombavano lontano.
"Quanto ho?" mi ha chiesto la paziente.
Mentre le rispondevo "Shhhhh", mi sono accorto che la metà inferiore del manicotto si era gonfiata. La metà nascosta, quella parte soltanto, era gonfiata al massimo. Un rumore patologico, simile a quello di un serpente a sonagli, mi è suonato in cuffia: la chiusura a strappo è saltata tutta insieme.
"Signora? E chi è? E' Hulk?" ha detto Geronimo Stilton con la sua vocina da topo.
"Ma che diamine...?!?" ho blaterato, buttando tutto il peso sul manicotto - trasformatosi in un bracciolo per la piscina - nel tentativo di sgonfiarlo.
"Avrò mica la pressione un po' altina?" ha chiesto la paziente.
Geronimo mi ha guardato, mi ha fatto capire che si trattava di un'evenienza rara ma possibile con il suo apparecchio. Ha ripetuto, con l'imitazione miracolosa della voce di Nicoletta Orsomando: "Succede... Succede..."

6 apr 2007

Lo scaldapizzette











Novità? Ormai ho assunto una posizione ben definita, il cuscino dello sgabello sopraelevato su cui sto appollaiato si è ormai adattato alla forma del mio sedere.
Geronimo Stilton (la dottoressa) inizia ad interpellarmi di tanto in tanto, con domande sui massimi sistemi. Un esempio: "Gastrinemia? Esiste?". E' complicato evitare di intervenire quando l'errore è grossolano (mi sono strizzato i testicoli quando Geronimo ha chiesto una radiografia per valutare una cisti).
Dopo la prima settimana di tirocinio mi inizio ad affezionare all'odore della stampante laser (vedi foto rubata col cellulare) che sforna ricette a getto continuo. Quando lavora emette una specie di cinguettio allegro e spande un profumo di pizzette catarì.
Un breve aggiornamento anche sulla sinistra figura dello "scorticato", l'immusonito segretario di Geronimo: mi ha rivolto per ben due volte la parola per chiedermi se avevo praticato le iniezioni a due pazienti. Mentre parlava con Geronimo sono riuscito a scoprire due cose di lui: è un ex cavallerizzo e frequenta una sala di doppiaggio. Il mistero si infittisce.
Sto imparando a conoscere le figure più squallide sulla faccia della terra: gli informatori farmaceutici. Geronimo ne incontra uno al giorno. Sarà sicuramente un argomento da approfondire. Vi basti sapere, per ingolosirvi, che per ora ho conosciuto: lo spacciatore di gadgets, lo sputacchione, la donna senza volto, il cocainomane.
Stay tuned!

4 apr 2007

Il sequestro del Chihuahua


Per tutto il mese di Aprile affianco un medico di base.
E' una dottoressa.
Quando sono arrivato al suo studio, lunedì, sono stato dirottato dal suo segretario (Dario) nella sala d'attesa dove sono rimasto parcheggiato per quindici minuti.
Poi è apparsa lei: abbastanza giovane, curata, con un musetto da Geronimo Stilton, capelli biondi ossigenati. Mi ha detto: "Entra!" e mi ha fatto sedere su un trespolo vicino alla stampante laser che sforna le ricette. Non ha voluto sapere nulla di me. Mi ha solo chiesto di starmene lì buono, tipo pappagallino.
"Ho mal di testa" ha detto, parlando tra sé. Ha aperto una vetrinetta, ha trovato un bicchierino da whisky impolverato, lo ha pulito con il glassex, ci ha messo dentro un numero imprecisato di gocce di Novalgina e le ha tracannate con un unico colpo.
I pazienti che entrano alternano due tipi di reazione quando mi vedono:
1) "Lei è davvero medico?" - "Non può essere già laureato!" - "Abbiamo ospiti, dottoressa?"
2) "Me la fa misurare da questo bel giovanotto la pressione?"
La prima paziente che è finita sotto le mie grinfie era un'ipertesa. Una vecchia malfidata.
Dopo averle misurato la pressione la prima volta (alta!), ha messo in discussione la validità della rilevazione. La dottoressa mi ha chiesto di misurarla una seconda volta ed io ho stretto il manicotto gonfiabile di almeno 20 mm di mercurio di più, per punire la signora che mi guardava storto. Ha stretto un po' gli occhi dal fastidio, ma anche i pazienti imparino il rispetto. Voglio vedere se metterà in dubbio le mie capacità un'altra volta.
Lunedì è venuta una paziente egiziana con una tracheite. Aveva il velo tutto intorno al volto, eccetto che davanti alla bocca (proprio quando sarebbe servita una copertura totale). Scatarrava di continuo ed io restavo in apnea, cercando di non respirare l'aria contaminata.
La tipa si è voltata verso di me e poi, dovendo essere auscultata, ha chiesto esplicitamente che uscissi dalla stanza, perché si vergognava. Al mio ritorno lei era già uscita e la stanza odorava di Kebab.
L'unica cosa certa è che il segretario mi odia. Quando arrivo allo studio non mi saluta neanche. Il suo sguardo non cade mai su di me, finge che io non esista. Ha più o meno la mia età ed ho capito che il suo sogno sarebbe quello di fare il medico. La dottoressa gli fa fare anche le punture e lui è tutto fiero e tronfio per questo. Forse è per questo che mi odia? Rappresento quello che sarebbe voluto diventare? O forse teme che la dottoressa possa adottare me al posto suo? Non saprei. Geronimo Stilton se lo coccola. Lui ha una patologia alle mani. Ieri è venuto con le nocche tutte sbucciate e bozzolute e lei gli ha regalato una crema da applicarci.
Il mio arrivo allo studio medico non è proprio incoraggiante: i pazienti in fila con il numeretto credono che io sia un paziente (non ho proprio il physique du role, evidentemente) e mi ammoniscono pensando che io voglia saltare la fila, Dario (il segretario, che da ora innanzi chiamerò "Lo scorticato") non mi saluta e sembra pronto ad accoltellarmi. Poi arriva Geronimo, con la sua aria indolente, mi ignora per cinque minuti prima di farmi entrare nel suo studio. Ho scoperto che ha un chihuahua (si scrive così?) di quattro mesi che è il suo secondo pensiero dopo il mal di testa. Se le cose dovessero mettersi male, organizzerò il sequestro della bestiola. Stay tuned.